xrandr e ATI: la via della mano destra

In principio fu il buio. Anzi, non poprio il buio, il nero. Il nero dello schermo del mio portatile, saldamente collegato alla sua ATI mobility radeon, che non ne voleva sapere di funzionare coi driver radeon (no, non parliamo dei fglrx, decisamente meglio sorvolare).
Quindi, grazie a un valoroso temerario, anche la mia scheda ebbe il supporto dei driver liberi. E quindi venne l’accelerazione 3D. E poi venne il turno del composito. Ma restava ancora una grossa, terribile pecca: la gestione degli schermi esterni! (Eh, quante imprecazioni in occasione di ogni slide che dovevo proiettare).

Qualche giorno fa, colto dalla curiosità circa il nuovo xrandr ed avendo il mio vecchio monitor CRT a portata di mano, ho deciso di fare un prova per vedere se c’era stato qualche miglioramento apprezzabile. Devo ammettere che bisognerebbe erigere un monumento a questi ragazzi, perchè è bastato un semplicissimo

xrandr --auto

per far sì che la scheda acquisisse via DCC le modeline del monitor esterno e clonasse il desktop sull’altro video.
Non contento, volendo anche provare ad estendere lo stesso desktop su entrambi i monitor (Xinerama mode), sono bastati i vari

xrandr --output VGA-0 --right-of LVDS
xrandr --output VGA-0 --above LVDS 
xrandr --output VGA-0 --left-of LVDS
xrandr --output VGA-0 --below LVDS

per estenderli come più mi aggradava (un gran mal di testa, sul lungo termine🙂 ). In realtà, se sono in uso risoluzioni molto alte, è prima necessario ingrandire il display virtuale come spiegato qui. Nel mio caso, LVDS è il monitor del portatile, mentre VGA-0 è l’uscita standard VGA cui è attaccato il secondo monitor.

Visto che ero in modalità perditempo mi sono anche divertito a spegnere/usare alternativamente i due monitor (opzione –off), ruotare l’output grafico (opzione –rotate <mode>) o invertirlo (opzione –reflect <mode>): tutto funziona oltre ogni attesa!

Un ringraziamento speciale va quindi ai developer di X (meno famosi, pagati e ricercati dei kernel-hacker, ma da sempre i miei supereroi preferiti) e alla Debian X Task Force, che ci procura sempre pacchetti aggiornati e funzionanti, ed infine a Brice Goglin per avere scritto quest’ottima guida sul Debian Wiki che mi è stata utilissima per muovere i primi passi.

P.S. se proprio a qualcuno interessasse, questo è il mio xorg.conf. Nulla di spettacolare (consideratevi avvertiti), tranne alcuni rimasugli di vecchi tentativi rimasti lì più per ricordo che altro.

xrandr e ATI: la via della mano destra

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