Perchè gli attivisti informatici non hanno posto nell’informatica attuale

Partiamo dal presupposto che ho evitato il termine hacker perchè: 1) non penso di poter appartenere alla categoria 2) non voglio fare sensazionalismi. Noi che siamo sempre lì, ogni volta a protestare contro i brevetti software, ad ogni Linux Day a dare indicazioni a Tizio e a Caio, a contarci ad ogni raduno e vedere quale sarà la chicca dell’anno, chiamiamoci attivisti informatici, almeno per questa volta.

Ebbene, noi non abbiamo più posto nell’informatica attuale. Anche se siamo giovani, la nostra informatica è rimasta ancora in quel mondo regolato dalla logica degli operatori booleani, in cui non esiste il concetto del “forse” e dove vige il più rigido determinismo.

Ora aprite gli occhi e guardate cos’è ora il mondo informatico: ormai anche i bambini hanno imparato che quando qualcosa non funziona basta spegnere e riaccendere. “Perchè non funziona” è una curiosità innata che è passata di moda, vinta anche lei dal monopolio e dai soldi. Sapere “cosa non funziona” è diventato quasi un lusso, frastornati da inutili errori generici e da finestrelle vogliose di fare la spia ai grandi capi. Di “conoscere come rimediare” direi che è inutile parlare: sarebbe come affidare un’operazione a cuore aperto nelle mani di un malato di Parkinson.

Se anche voi vi trovate in queste condizioni di sconforto, fate l’unica cosa possibile: rassegnatevi. Questa informatica attuale non ha senso, inutile che cerchiate di darglielo. Dateglielo direttamente voi!

Perchè gli attivisti informatici non hanno posto nell’informatica attuale

5 pensieri su “Perchè gli attivisti informatici non hanno posto nell’informatica attuale

  1. die_z ha detto:

    >> Ebbene, noi non abbiamo più posto nell’informatica attuale.

    giusto, è in quella del futuro che ci saremo noi!
    noi saremo lì, seduti sulla riva del fiume (mentre giochiamo a gplanarity e xwelltris coi nostri notebooks), ad aspettare che tutta l’assurda infrastruttura di brevetti software, licenze, Copyright e fantainformatica caschino sotto il loro stesso peso…
    l’ignoranza fa la felicità, e in un certo senso la “security through obscurity”, i DRM e tutti gli azzeccagarbugli dei vecchi latifondisti del software sono uno strumento di promozione dell’ignoranza che, non lo possiamo negare, fa felice la maggior parte degli utonti; ma la catena degli eventi ha un andamento ciclico e, come per alcuni anni c’è stato uno sviluppo intenso che ha poi lasciato spazio a un’era di sedimentazione (la nostra), davanti a noi c’è una possibile nuova era di sviluppo e ricerca…
    …e noi ci alzeremo dalla riva del fiume

    >:{>

  2. eheheh w la legge del terzo escluso…perchè sai che si chiama così no??

    Cmq noi della vecchia scuola ancora li pigliamo a cazzotti i computer quando non funzionano…ehehehe

    D

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