Nullafacenza

Giusto perché altrimenti mi dite che non faccio mai nulla, ultimamente stavo lavorando a questo:

parted and gparted with btrfs support

Il supporto (un po’ gambizzato) in gparted è stato recentemente inserito nel trunk svn, mentre la patch per libparted è in fase di revisione. Tutto ancora rigorosamente probing-only, in attesa che si decidano a finalizzare il formato di btrfs e che io mi trovi con un po’ di altro tempo perso a disposizione :)
Nel frattempo molti backend hanno iniziato ad includere il supporto a btrfs (ad esempio le varie componenti di libreria di e2fsprogs e udev).

Canali radio e televisivi in streaming, legalmente

Oggigiorno molte emittenti radiotelevisive fanno streaming delle proprie trasmissioni in tempo reale; purtroppo solitamente usano qualche interfaccia web invasiva e fastidiosa.
Poiché provo spesso un odio profondo verso le applicazioni web e considero il mio player di fiducia molto più comodo, pochi minuti di ispezione del traffico mi han regalato una breve lista di stream da gustare comodamente col proprio riproduttore preferito; magari possono risultarvi interessanti:

  • Rai 1 – mms://212.162.68.162/prodtvr1
  • Rai 2 – mms://212.162.68.162/prodtvr2
  • Rai 3 – mms://212.162.68.162/prodtvr3
  • Rai News 24 – mms://212.162.68.201/_rn24_live_
  • Rai Sport+ – mms://212.162.68.162/raisport+
  • Sport Italia – mms://mms.cdn-tiscali.com/sportitalia
  • Virgin Radio – mms://151.1.245.1/20
  • Radio 1 – rtsp://live.media.rai.it/broadcast/radiouno.rm
  • Radio 2 – rtsp://live.media.rai.it/broadcast/radiodue.rm
  • Radio 3 – rtsp://live.media.rai.it/broadcast/radiotre.rm
  • Isoradio – rtsp://live.media.rai.it/broadcast/isoradio.rm
  • Radio Deejay – http://live.mediaserver.kataweb.it/radiodeejay
  • M2O – mms://213.92.19.13/m2o

You got it all… wrong

A volte capita, qualche incomprensione o qualche passaggio perso nella traduzione in lingua. Il problema è quando inizia a venire ripresa una notizia sbagliata, o senza le condizioni al contorno, e ben presto si trasforma in tutt’altra cosa. Intervengo quindi, mio malgrado a gamba tesa, sul post di Pollycoke (che è già stato ripreso almeno qui e qui, ma ho paura si spargerà presto oltre), metto per un momento il mio cappello da Debian Developer e cerco di chiarire ciò che non è stato compreso, condendo il tutto con qualche buon link.

Intanto, la discussione non riguarda per nulla i firmware proprietari o driver o cose simili nella loro definizione classica (so che stan già tutti pensando ai driver Nvidia o ai firmware delle schede wifi Intel), quelli non ho la più pallida idea di come sian stati tirati in ballo perchè non hanno a che fare con questa votazione.
Poi, non non è nulla di «clamoroso» perchè scelte simili eran già state effettuate per le vecchie release (per diversi firmware inclusi nel kernel, e ora altri ne sono stati aggiunti upstream). Inoltre, l’ex-segretario Manoj non si è dimesso per la scelta finale (infatti ha dato le dimissioni prima della fine della votazione e prima  che si conoscesse l’esito) ma per alcuni malumori su come era stata impostata la votazione.
Infine, l’esito della votazione è, citando testualmente: «Daremo priorità al rilascio imminente di Lenny piuttosto che sinstemare ogni singolo tassello; per questa ragione la rimozione dei firmware senza sorgente sarà un processo al meglio dei nostri sforzi, e in Debian Lenny saran distribuiti quei firmware per cui ci è legalmente possibile farlo E che sono distribuiti dall’upstream sotto una licenza che rispetti le DFSG.» (Proposal E, punto 4, traduzione e enfasi mie)
Fin qui, solo le necessarie correzioni.

Scendendo nei dettagli, l’oggetto della discussione sono quei pezzi di firmware distruibiti dall’upstream (Linus e kernel.org, nello specifico caso) sotto una licenza che rispetti le DFSG (GPLv2 nel caso del kernel Linux, da cui il titolo di questo risultato) che sono attualmente inseriti come buffer di codice esadecimale all’interno dei sorgenti C del kernel (comunemente detti blob). Ci sono vari bug-report aperti in proposito, nonchè una pagina del wiki un po’ più discorsiva. In estrema sintesi, questi pezzi di binari sono dati da caricare nei dispositivi per l’inizializzazione affinché i componenti funzionino correttamente e non è semplicissimo definire quale ne debba essere l’effettivo formato sorgente preferito.
Secondo molti kernel hacker la questione non è troppo poblematica, tuttavia altri sviluppatori (upstream e non) stanno lavorando affinchè si possa non averli direttamente distribuiti dentro al kernel, senza arrecare troppi problemi agli utenti. Il progetto GNU ha un’iniziativa mirata alla rimozione completa di questi firmware. Debian si trova a metà, tra l’incudine e il martello, tra gli utenti e l’upstream (e vincolata dalle DFSG) in posizione assai più delicata.

L’esito della votazione rispetta le DFSG e il Contratto Sociale, perché tiene conto del nostro impegno verso gli utenti E il software libero e perché (legalmente) il firmware distribuito in forma esadecimale (blob) nei sorgenti di Linux ricade a tutti gli effetti sotto la licenza stessa del prodotto distribuito (per il kernel GPLv2 ove non altrimenti specificato).

In conclusione, con questa votazione il progetto Debian ha stabilito che per Lenny rispetterà le scelte dell’upstream (del kernel) di definire tali blob come effettivamente coperti da GPL (e quindi nella loro forma di sorgente preferito), pur non ritenendo ottimale la situazione attuale, dovendo dare priorità al prossimo rilascio stabile e lasciando a metà la soluzione di questa problematica (rimettendola agli sforzi dei singoli o a una futura decisione).

Aggiungerei solo che questo post è frutto di quanto è di mia conoscenza, senza addentrarmi troppo nelle discussioni più sottili o nei tecnicismi e cercando di restare oggettivo. Posso chiaramente avero perso alcuni punti interessanti/non-banali per strada o commesso qualche imprecisione, per cui i commenti costruttivi/non-frivoli sono benvenuti.

P.S. sì, cit. The Hives :)

Un altro anno di Pisanu

«Chi non sa agisce, chi sa parla (ma evidentemente nessuno lo ascolta)»

Report dal DebianDay su LinuxPro

Questo mese LinuxPro ci dedica le prime quattro pagine dell’edizione di Novembre per le foto e il report del DebianDay di quest’estate a Finale Ligure, nonchè una breve intervista sullo stato del progetto Debian cui ho provato rispondere nel limite delle mie conoscenze (qui e qui in pdf).

Italian Debian Community Conference – 13, 14 Settembre 2008

Come ogni anno, settembre è tempo di Debian Community Conference :)

La quarta edizione dell’Italian Debian Community Conference (DCC-IT ‘08), conferenza nazionale della comunità Debian italiana, si svolgerà i prossimi 13 e 14 Settembre 2008 a Bracciano (RM), presso il camping «Il porticciolo», grazie anche alla collaborazione del Sabazia Lug.

La struttura ospitante è facilmente raggiungibile con ogni mezzo seguendo le indicazioni, e per la notte si può scegliere una delle varie opzioni di alloggio all’interno del camping o una delle strutture nella vicina Bracciano. Si consiglia di ottimizzare le risorse e i mezzi tramite la pagina per il Car Pooling.

È disponibile un primo elenco degli argomenti che verranno trattati, ma siamo fortemente ancora alla ricerca di oratori, per cui altre proposte o richieste per i talk sono molto ben accette.

Nella seconda giornata di conferenza è previsto per mezzogiorno circa un keysigning party; se volete parteciparvi, aggiungete la vostra chiave pubblica al portachiavi dell’evento e non dimenticatevi la fingerprint ed un documento di identità.

DebianDay ‘08 a Finale Ligure

Il prossimo 16 agosto sarà il 15° anniversario della nascita del progetto Debian e tradizionalmente in varie parti del mondo si celebra il DebianDay.

Quest’anno in Italia non saremo da meno e il nostro DebianDay-it ‘08 si terrà a Finale Ligure (SV), presso la Biblioteca Comunale, grazie anche alla disponibilità del lug Govonis. L’inizio dell’evento è previsto per le 14.30, e sarà un susseguirsi di brevi presentazioni, discussioni aperte e sessioni di approfondimento toccando con mano tutti i dettagli del sistema. Per ogni informazione è disponibile la pagina di organizzazione dell’evento.

Fritto misto

Giusto perchè è parecchio che non mi faccio sentire e le novità si sono accumulate, ne faccio un gran fritto misto in questo post:

Screencast e bonjour, tutto in salsa git

Sempre per restare sul tema git dell’ultimo post, scopro due interessanti servizi tramite le pagine del blog di Mikael Hallendal.

Il primo fa molto web2.0, anche se l’accostamento dei termini screencast e git parrebbe alquanto stridente. In realtà su GitCasts risultano esserci brevi video-tutorial molto gradevoli sugli usi più comuni di git. Il servizio sembra essere partito da poco, i video sono disponibili nell’onnipresente stream .flv oppure scaricabili come .mov (il mio occhio non allenato al riconoscimento dell GUI sembrerebbe suggerirmi che l’autore stia usando git su un MacOSX, probabilmente tramite i ports).

La seconda è invece una chicca in Ruby ancora in sviluppo, chiamata GitJour. Come il nome potrebbe suggerirvi, è un interessante accoppiamento tra Git e Bonjour, che si occupa di fare il discovery di servizi di git repository sulla vostra LAN (nell’incrocio con l’immancabile zona .local) e facilita la clonazione di repository offerti in questa maniera.

Hosting git gratuito: github

Personalmente mi trovo molto bene con git, che è ormai diventato il mio DVCS di fiducia. Con buona imparzialità, posso dire che è certamente il più veloce e leggero tra quelli che ho usato finora, nonchè probabilmente il più comodo. A volte però può risultare difficile trovare hosting git per i propri progetti, poichè essendo un sistema relativamente giovane non è ancora ufficialmente offerto dai più comuni siti di hosting (nè SourcerforgeBerlios lo offrono, giusto per fare due nomi eccellenti). I progetti più grossi come kernel.org, freedesktop.org e Debian offrono i propri servizi per l’hosting di repository, ma capisco perfettamente che per progetti piccoli, di prova e non in argomento, questa non è una strada percorribile.

Penso quindi che possa essere utile segnalare github.com: una semplice piattaforma di hosting di repository, con un’offerta completamente basata su git. L’accesso tramite SSH e gli hook personalizzabili ne fanno un’interessante alternativa ai nomi più blasonati, mentre l’interfaccia web è assai gradevole (e parecchio web2.0 per chi proprio non può farne a meno :) ). Molti progetti famosi di software libero ne fanno uso, e probabilmente potrebbe essere una buona scelta anche per i vostri (più o meno sconosciuti, che siano)!

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