«Non possiamo basarci sull’esperienza storica o sulla tradizione per fronteggiare problemi che non hanno precedenti. La filosofia politica non può aver già verificato e discusso la democrazia diretta in tempo reale nel cyberspazio perché la sua possibilità tecnica si è presentata solo dopo la metà degli anni ottanta. La democrazia ateniese riuniva alcune migliaia di cittadini che incontravano e discutevano insieme in un luogo pubblico nel quale potevano recarsi a piedi. Quando sono nate le democrazie moderne, alcuni milioni di cittadini erano dispersi su un territorio esteso. Fu dunque praticamente impossibile far viverre una democrazia diretta su vasta scala. La democrazia rappresentativa può essere considerata come una soluzione tecnica alla difficoltà di coordinamento. Ma nel momento in cui si presentano soluzioni tecniche migliori, non c’è alcuna ragione per non prenderle seriamente in considerazione. I regimi pluralisti e parlamentari classici sono certamente preferibili alle dittature e il suffragio universale è sicuramente superiore al suffragio censitario. Tuttavia non bisogna feticizzare alcune procedure socio-tecniche particolari. L’ideale della democrazia non è l’elezione dei rappresentanti, ma la partecipazione del popolo alla vita della città. Il voto classico non è che uno strumento. Perché non immaginarne altri, basati sull’uso delle tecniche contemporanee, che permettano una partecipazione dei cittadini qualitativamente superiore a quella assicurata dallo spoglio delle schede depositate nelle urne?»
Democrazia rappresentativa e democrazia diretta
21/02/2008 a 10:20 pm (Italian, liceo)
Tags: cyberspazio, intelligenza collettiva, levy
Un quinto di secolo
18/02/2008 a 10:01 pm (Italian)
Tags: compleanno
Detta così, sembro davvero vecchio. In realtà oggi sono già 20 anni. Questa magica cifra può far andare in tilt alcuni belinoni (tipo Simone, che però probabilmente non è un campione statistico attendibile
)…
Quanto a me, peccato solo che da oggi non potrò più spacciarmi per sedicente «teenager»… eh, delusioni della vita ![]()
Auguri anche a Fulvio (che probabilmente non leggerà mai questo post) e al grande Faber, che son sicuro stia festeggiando lassù il suo compleanno con una chitarra fra le mani.
P.S. Eh, il primo compleanno lontano da casa… in compenso, quanto al calore i miei compagni di collegio non me fanno mai mancare, tantomeno oggi
L’elemento relazionale
18/02/2008 a 9:49 pm (Italian, liceo)
Tags: cyberspazio, intelligenza collettiva, levy
«Al di là delle loro diversità, le professioni contemporanee hanno quasi tutte in comune certe attività di cooperazione, relazione, formazione e apprendimento permanente. Gli industriali producono oggetti? Certo, ma passano la maggior parte del tempo ad ascoltare i propri clienti, a negoziare con loro, a informarli, a stabilire accordi di produzione, a rinnovare le proprie competenze… Le infermiere e i medici curano i corpi? Senz’altro. Ma l’elemento relazionale ha un’importanza sempre crescente. Si guarisce meglio in ospedali umanizzati, in cui i malati vengono considerati come persone. Si curano più efficacemente i pazienti introducendoli alla dietetica, all’igiene, al riconoscimento preciso dei sintomi, all’autonomia sanitaria in generale.
La produzione antropica del futuro si basa su due elementi indissolubili: la cultura delle qualità umane – di cui fanno parte, com’è noto, le competenze – e l’edificazione di una società vivibile.»
L’altro è qualcuno che sa
09/02/2008 a 4:20 pm (Italian, liceo)
Tags: cyberspazio, intelligenza collettiva, levy
«Poniamo esplicitamente, apertamente e pubblicamente l’apprendimento reciproco come mediazione dei rapporti tra gli uomini. Le identità diventano allora identità di sapere. Le conseguenze etiche di questo nuovo assetto della soggettività sono immense: chi è l’altro? È qualcuno che sa. E sa cose che io non conosco. L’altro non è più un’entità spaventosa e minacciosa: come me, ignora molte cose e padroneggia alcune conoscenze. Ma poiché i rispettivi ambiti di inesperienza non coincidono, egli rappresenta una possibile fonte di arricchimento per la mia conoscenza. Può aumentare le potenzialità del mio essere quanto più è diverso da me. Io potrei associare le mie competenze con le sue in modo tale da far meglio insieme che separatamente.
Ma la trasparenza non sarà mai totale, e non deve esserlo. Il sapere dell’altro non può ridursi a una somma di risultati o di dati. Ecco perchè, anche se devo informarmi e dialogare, anche se posso imparare dall’altro, io non saprò mai tutto ciò che egli sa.»
L’Italia dello spettacolo
04/02/2008 a 11:31 am (Italian, liceo)
«Per gli italiani affascinati valgono ideali di benessere materiale e una visione mitica della vita, non dissimile da quella di coloro che chiameremo genericamente i migranti albanesi.
Il migrante albanese non penserebbe neppure a venire in Italia se la televisione gli avesse mostrato per anni solo l’Italia di Roma città aperta, di Ossessione, di Paisà – e si terrebbe anzi lontano da questa terra infelice. Migra perchè conosce un’Italia in cui una televisione ricca e colorata distribuisce facilmente ricchezza a chi sa che il nome di Garibaldi era Giuseppe, un’Italia dello spettacolo.»
Git repository with Apache (via WebDAV) and gitweb
02/02/2008 a 5:43 pm (Debian, English)
Tags: apache, Debian, etch, git, gitweb, webDAV
I’ve just finished setting up my semi-personal git repository. I was forced to use apache authentication on https (instead of the usual git-daemon or a more canonical ssh authentication) as my hostel/university firewall is particularly fascist. I choose gitweb as web interface, because it seems to be the most widespread and I’m quite comfortable with it (and is available in Debian Etch
).
As a starting point, I used the official Howto to understand how this is expected to work, and a quick readme for gitweb. I won’t go into details about gitweb configuration, as it’s extensively explained somewhere else.
First of all, the usual Vhost, Root and SSL lines:
<VirtualHost *:443>
ServerAdmin hostmaster@example.com
ServerName git.example.com
SSLEngine On
SSLCertificateKeyFile /etc/ssl/your_domain.key
SSLCertificateFile /etc/ssl/your_domain.crt
DocumentRoot /var/www/git
Then the gitweb relevant part:
Options Indexes FollowSymlinks ExecCGI
DirectoryIndex index
Alias /gitweb.css /var/www/gitweb.css
Alias /git-logo.png /var/www/git-logo.png
Alias /git-favicon.png /var/www/git-favicon.png
ScriptAlias /index /usr/lib/cgi-bin/gitweb.cgi
All those Aliases are just because I didn’t copy those file in proper directories, but instead I used directly the one provided by packages. index here is used only as placeholder for the gitweb index script.
Then the real repository part, managed with DAV:
<Location /my_repo.git>
Dav on
AuthType Basic
AuthName "My repo with git"
AuthUserFile /etc/apache2/git_repo.passwd
<Limitexcept GET HEAD PROPFIND OPTIONS REPORT>
Require valid-user
</Limitexcept>
</Location>
This way, everybody can git-clone my repository (yes, it mainly contains free-software stuff
), but pushing is only available to those authenticated (via the usual BasicAuth mechanism and ~/.netrc credentials).