Con questo post e quest’altra mail spero di aver chiuso una lunga questione riguardo la traduzione delle libpam.
Tutto è probabilmente partito quest’autunno, quando in debian c’è stato un epocale aggiornamento di pam. Immagino che a catena ubuntu abbia fatto un sync dei pacchetti, portando la nuova traduzione italiana (lievemente lacunosa e azzardata, da parte del team Novell) sotto gli occhi di tutti… Non è dovuto passare molto tempo prima che qualcuno notasse quell’enorme «Parola d’ordine» al login, e scoppiasse il putiferio.
In questo caso non avevo grosse preferenze per l’una o per l’altra traduzione (però ormai che mi sono abituato a password, non vedo perchè cambiare).
Purtroppo però il .po era in stato di totale abbandono, quindi l’ho preso in carico e aggiornato la traduzione, che probabilmente apparirà corretta dalla prossima versione delle libpam.
Con buona pace di tutti, e i soliti mugugni di coloro che preferivano la nuova forma
imu ha detto,
27 Dicembre 2007 a 7:44 pm
Io sinceramente le trovavo divertenti (plurale perché c’è qualche altra traduzione divertente e non solo di libpam) e poi credo di aver letto che i traduttori non devono cercare di dare un senso ma devono tradurre letteralmente le parole.
AndreaZ ha detto,
29 Dicembre 2007 a 10:28 am
arghhhhh!!!!
almeno lo hai rimesso lo spazio dopo i : ?
esa ha detto,
20 Marzo 2008 a 4:15 pm
La traduzione di password a parola d’ordine era a mio avviso corretta e appropriata.