Tecnologie di controllo e tecnologie di libertà

«Non siamo di fronte a semplici strumenti tecnici, ma ad una forza potente, la tecnologia nel suo complesso, che sta trasformando in modo radicale la nostra società. Stiamo passando, su scala mondiale, da un equilibrio tecnologico ad un altro. Il primo, grande compito dei parlamenti oggi, è dunque quello di cogliere questo momento, di compiere tempestivamente le scelte intelligenti necessarie perchè l’insieme delle tecnologie si risolva in un rafforzamento complessivo della democrazia.
Sono divenute chiare alcune linee di analisi e di intervento che possono essere così riassunte:

  • evitare che le nuove tecnologie portino ad una concentrazione invece che ad una diffusione del potere sociale e politico;
  • evitare che le nuove tecnologie si consolidino come la forma del populismo del nostro tempo, con un continuo scivolamento verso la democrazia plebiscitaria;
  • evitare che ci si trovi sempre più di fronte a tecnologie del controllo invece che a tecnologie delle libertà;
  • evitare che nuove disuguaglianze si aggiungano a quelle esistenti;
  • evitare che il grande potenziale creativo delle nuove tecnologie porti non ad una diffusione della conoscenza, ma a forme insidiose di privatizzazione.»

Stefano RodotàDiscorso a Montecitorio

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