Perchè gli attivisti informatici non hanno posto nell’informatica attuale

Partiamo dal presupposto che ho evitato il termine hacker perchè: 1) non penso di poter appartenere alla categoria 2) non voglio fare sensazionalismi. Noi che siamo sempre lì, ogni volta a protestare contro i brevetti software, ad ogni Linux Day a dare indicazioni a Tizio e a Caio, a contarci ad ogni raduno e vedere quale sarà la chicca dell’anno, chiamiamoci attivisti informatici, almeno per questa volta.

Ebbene, noi non abbiamo più posto nell’informatica attuale. Anche se siamo giovani, la nostra informatica è rimasta ancora in quel mondo regolato dalla logica degli operatori booleani, in cui non esiste il concetto del “forse” e dove vige il più rigido determinismo.

Ora aprite gli occhi e guardate cos’è ora il mondo informatico: ormai anche i bambini hanno imparato che quando qualcosa non funziona basta spegnere e riaccendere. “Perchè non funziona” è una curiosità innata che è passata di moda, vinta anche lei dal monopolio e dai soldi. Sapere “cosa non funziona” è diventato quasi un lusso, frastornati da inutili errori generici e da finestrelle vogliose di fare la spia ai grandi capi. Di “conoscere come rimediare” direi che è inutile parlare: sarebbe come affidare un’operazione a cuore aperto nelle mani di un malato di Parkinson.

Se anche voi vi trovate in queste condizioni di sconforto, fate l’unica cosa possibile: rassegnatevi. Questa informatica attuale non ha senso, inutile che cerchiate di darglielo. Dateglielo direttamente voi!

Il senato approva la riforma della maturità

Nella seduta mattutina di oggi, mercoledì 15 novembre, il senato ha approvato il testo della riforma dell’esame della maturità (riforma Fioroni) con alcune modifiche introdotte dalle varie commissioni.

Il testo approvato sostanzialmente stabilisce che:

  • L’esame comprende tre prove scritte ed un colloquio. Il Ministro sceglie i testi della prima e seconda prova, mentre il testo della terza è predisposto dalla commissione d’esame. In particolare, la terza prova è espressione dell’autonomia dell’istituzione scolastica, tenuto conto di modelli predisposti dall’INVALSI, il quale provvederà anche alla valutazione dei livelli di apprendimento degli studenti al termine dei percorsi di istruzione e delle prove d’esame secondo criteri e modalità coerenti con quelli applicati a livello internazionale per garantirne la comparabilità. Come si vede, è qui affrontato il tema della verifica dei risultati, tra autonomia, valutazione nazionale e comparazione internazionale. Il Ministro disciplinerà le caratteristiche della terza prova e impartirà apposite direttive all’INVALSI.
  • Il punteggio per le prove è di 45 punti per la valutazione di quelle scritte, di 30 punti per il colloquio, mentre per il credito scolastico è di 25 punti al massimo. Un ordine del giorno approvato in Commissione a firma dei senatori Capelli e Asciutti è orientato verso l’attribuzione di 15 punti per ciascuna prova scritta. Il punteggio minimo è di 60 punti, il punteggio massimo di 100 punti. Sono previste altresì l’integrazione di 5 punti da parte della commissione e, per la prima volta, l’attribuzione della «lode».
  • La commissione d’esame è costituita da non più di sei commissari, per il 50 per cento interni e per il restante 50 per cento esterni, più il presidente esterno. Essa opera collegialmente. I commissari esterni non provengono dallo stesso distretto scolastico.
  • La legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
  • Per i candidati agli esami di Stato a conclusione, rispettivamente, dell’anno scolastico 2006-2007 e dell’anno scolastico 2007-2008, continuano ad applicarsi, relativamente ai debiti formativi e all’attribuzione del punteggio per il credito scolastico, le disposizioni vigenti alla data di entrata in vigore della presente legge.

Ora il testo passa in discussione alla camera. Il testo integrale approvato (come proposto dalla commissione, sulla destra) è disponibile qui.

Free as in Java

Oggi sono rimasto di stucco. Spiazzato, direi. E mai avrei pensato in vita mia di poter usare un titolo simile: “Free as in Java”. Dopo tutto quello che si è detto e scritto della trappola Java
La Sun disse “sia liberato Java, e l’OpenJDK fu. Davvero, non la solita retorica, ma il codice sotto GPL 2 già in Subversion.

Per qualche giorno basta notizie bomba, oggi ho appena rischiato un infarto.

Il dolore della tua illusione

«cari fratelli dell’altra sponda
cantammo in coro già sulla terra
amammo tutti l’identica donna
partimmo in mille per la stessa guerra
questo ricordo non vi consoli
quando si muore si muore si muore soli
questo ricordo non vi consoli
quando si muore si muore soli»

I conti non votano, ma i voti non tornano

Notevole. Daggett County, ridente (ora forse non più tanto) località sperduta nello Utah. Scenario: elezioni di medio termine. Numero di residenti iscritti a votare: 947

circa 5 volte gli abitanti censiti nel 2005

O la zona sta subendo un aumento demografico esponenziale, oppure tante cose (oltre ai voti e ai conti) non tornano.

L’illusione di Dio

«L’America di Bush è una teocrazia. Mentre in Europa si è continuata a sviluppare una tendenza all’illuminismo e al raziocinio scientifico, in America e nel mondo islamico è in corso un’esplosione di fanatismo teocratico. In effetti, i cristiani americani da una parte e i musulmani dall’altra combattono la stessa battaglia, in cui gli europei rimangono presi nel mezzo. Bush e Bin Laden sono dalla stessa parte: la parte della fede cieca e della violenza, contro la parte della ragione e della discussione.»

«I bambini sono “programmati” in modo da avere una fiducia innata in ciò che raccontano loro gli adulti: poichè gli adulti raccontano che Dio esiste, i bambini ci credono, e questa fede viene trasmessa di generazione in generazione.
Non esitiamo a dire che un bambino è cristiano o che è musulmano, quando in realtà sono troppo piccoli per comprendere argomenti del genere; eppure non ci sogneremmo mai di dire che un bambino è marxista o keynesiano. Con la religione, invece, si fa un’eccezione.»

R. Dawkins – The God delusion

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